Carrie: NASCONDERSI O LOTTARE


Nella vita siamo perennemente di fronte a delle scelte: cosa ordinare al ristorante, quale paio di scarpe comprare, dove andare in vacanza,…
Ma ci sono vari livelli d’importanza e quelle di massimo valore possono segnare completamente il tuo futuro.
Quando prendiamo coscienza del nostro essere gay, l’ambiente sociale circostante può assumere una valenza fondamentale sulla nostra libera espressione d’essere.
Capire di essere omosessuale quando abiti in uno sperduto paesello di montagna di 3.000 anime, può rivelarsi il peggiore dei tuoi incubi.
Da sempre gay, probabilmente fin dalla mia nascita, mi sono auto-violentato per un lungo capitolo della mia vita perché non mi accettavo in quanto tale.
Ma questa condizione non nasceva da un mio disagio interiore, nessun conflitto con me stesso, tutto aveva origine dal contesto sociale in cui vivevo e dalla famiglia di cui facevo parte.
Così per quasi un decennio cercai di auto-convincermi di non essere gay, arrivando perfino ad avere relazioni con ragazze.
Con una in particolare gli sviluppi furono veramente estremi: stavo quasi per diventare papà a 16 anni e sposarmi a 20.
Non scendo in ulteriori dettagli su nessuna delle due situazioni perché le reputo troppo personali e preferisco tenermele dentro, come altri aspetti della mia vita che racconterò solo a Mr. Big.
Quali stupidaggini siamo in grado di commettere per non dover/voler affrontare gli altri, o forse dovrei dire noi stessi?
Oggi farei tutto l’esatto contrario se potessi tornare indietro, ma sotto certi aspetti sono felice di aver commesso quegli errori, mi hanno dato una coscienza di me che non avrei potuto avere altrimenti.
Ho combattuto una mia piccola guerra in quel paesello che ha cambiato la mentalità dei suoi abitanti: prima retrogradi ed omofobici, poi capaci di aprirsi ed accettare quanto e chi diversi da loro.
Si ho pagato un prezzo carissimo per ottenere tutto questo: persecuzioni, lacrime, solitudine, ma alla fine ho vinto io.
E per dirla tutta mi sono fatto anche alcuni compaesani.
Probabilmente altri saranno a cogliere i frutti della mia battaglia, ma non importa, ho lottato per ciò in cui credevo e ci sono riuscito, questo per me è più che sufficiente.
Ci sono stati momenti difficili, relazioni occultate agli occhi dei più, ma anche stavolta Davide ha avuto la meglio su Golia.
Oggi quel paesello è un posto migliore e credo di esserlo diventato anch’io: ho saputo accettarmi e ho dimostrato alla collettività di essere una persona e non un marziano.

Carrie

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