Carrie: SVOLTA


Sono giunto ad una conclusione.

Lo so che non si comincia mai dalla fine, ma non posso fare diversamente.
Ieri a mezzanotte ho cancellato tutti i miei profili presenti nelle community online perché ormai hanno perso la loro identità.
Una community dovrebbe essere un punto di aggregazione, un luogo per conoscere altre persone per i più disparati motivi.
Ma un conto è ciò che dovrebbero essere e ciò che sono (o che sono diventate).
Non credevo possibile che si potessero trasformare tanto, delle vere dark room del web, farebbero prima a definirsi “gay butcher” piuttosto che “gay community”.
Ma la colpa non è solo loro e dei loro gestori, che più di darti una scheda personale e la possibilità di scambiare dei messaggi o di chattare altro non hanno saputo offrire.
I primi responsabili di questo decadimento siamo noi utenti e ciò che andiamo cercando.
Ho già parlato in passato di quanto il mondo gay sia prevalentemente incentrato sul sesso, perfino molti che si definiscono disinteressati sono spesso alla ricerca della “botta e via”.
Se il 95% cerca solo questo (e fidatevi, in realtà sono molti di più) ovvio che non servono altri strumenti all’interno un sito.
Se il nostro mondo fosse veramente così colorato come vogliamo far credere, le community online sarebbero in realtà dei social network alla stregua del più famoso di tutti.
Ma ai gay bastano foto e messaggi.
Nei giorni scorsi ho mandato in messaggio a tutti coloro conosciuti in quei siti con cui ho stretto amicizia, persone che vale la pena continuare a sentire perché diverse dalla massa.
Ma se una lunga permanenza su quei siti ha prodotto meno di 10 amici ed un ragazzo che mi incuriosisce…dire risultati scarsi è un eufemismo!
Qualcuno ai miei messaggi ha risposto che fosse normale sentirmi abbattuto o demoralizzato, ma non è così.
Non cado di certo in depressione perché sono controcorrente rispetto al resto della massa, è solo che in questo momento della vita non credo che le community siano il luogo ideale dove andare a cercare le persone giuste per me.
La mia permanenza in quei siti è pertanto inutile.
Un domani che troverò a ricredermi probabilmente mi iscriverò di nuovo, ma non ora, non in questa fase della mia vita.
Per il momento cercherò altre strade da percorrere, magari creerò io il sito ottimale per una comunità gay più comunicativa della foto di un sedere (non ci vuole molto) e mi concentrerò sulle persone incontrate fino ad oggi, una in particolare.

Carrie

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