Carrie: VITA SOCIALE

Eccomi di nuovo “on air”, in diretta dal Red Club.
Una serata davvero fuori dai miei schemi, mai avrei pensato di ritrovarmi sobrio e così estroverso, che sia una fatidica svolta?
Serata davvero intensa, piena di gente, a ridere e scherzare con tutti o quasi.
Io, Miranda e una buona fetta della nostra compagnia a saltellare in pista, chiacchierare nella sala fumatori e qualcuno infrattato nella dark room.
Tra una boccata di sigaretta e l’ennesima uscita di Miranda in cui urla al primo passante “Passivaaaaa”, salta fuori Gay and the city e, come le api con il miele, in un batti baleno in 8 si propongono per ricoprire il ruolo di qualcuno del telefilm nella nostra trasposizione di vita reale.
Persino una nuova potenziale Carrie che ho immediatamente fulminato con lo sguardo.
Ma ecco la novità: mi presentano un ragazzo che ormai tutti hanno ribattezzato come Brigida.
Non so cosa abbia portato a questo appellativo, ho anche provato a chiedere ma nessuno ha voluto rispondermi.
Ora siamo sul divano e stiamo ridendo e scherzando, con Brigida accoccolato sotto il mio braccio destro.la serata prosegue come da copione iniziale: ballare un po’ in pista, lotta per raggiungere il bancone del bar, di nuovo in sala fumatori e di nuovo in pista.
Ma il tempo vola quando si ride e scherza ed anche questa volta arriva l’ora di andare a casa.
Brigida viene con noi, le serve un passaggio fino in centro per poi cercare un modo per tornare a casa.
Appena partiti mi viene un languorino che anche il nuovo elemento del gruppo condivide.
Da qui il cambio di programma: lui viene a casa mia per una cena tarda (o pranzo in anticipo?) a base di tortelloni.
Ma non finisce qui la serata, anche perché non si può andare a dormire in piena digestione.
Vai con la musica, o per meglio dire una vera e propria sfida a chi metteva le canzoni più dolci e romantiche che siano mai state scritte.
Io ne ho sfoderate solo due in inglese di Shania Twain, se mettevo “Stai con me stanotte” di Silvia Salemi avrei vinto senza troppe difficoltà.
Per concludere poi questa nottata, una bella chiacchierata fino alle 9:35 del mattino, momento in cui la decisione di metterci a dormire era rimasta l’unica opzione disponibile.

IL GIORNO DOPO

Ad essere sinceri non posso parlare di giorno dopo, era già il “giorno dopo” quando siamo andati a dormire.
4 ore più tardi ecco l’implacabile sveglia farsi sentire in tutta l’odiosità del suo trillo.
È giunto il momento di andare al lavoro, nonostante una cera più simile ad uno zombie che ad un segretario d’albergo.
Fatto il tratto in autobus con lui e dopo averlo accompagnato alla fermata, adesso mi ritrovo in hotel a cercare di restare sveglio lottando con un silenzio di tomba.


Carrie

P.S. Scusate se pubblico il post solo adesso ma mi sono ripreso da poco!

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