Carrie: CI VUOLE STILE IN TUTTO

Quante cose ci accomunano tutti: mangiamo, facciamo la spesa, lo shopping, i regali di natale e così via, fino agli scherzi telefonici.
Negli ultimi tempi un gruppo di ragazzine ha deciso di tempestare di chiamate l’hotel dove lavoro, è quasi apprezzabile l’impegno che ci mettono nell’ideare sempre nuovi tipi di burla.
Prima, semplici telefonate con proposte di pagamento in natura in sostituzione della carta di credito a garanzia, poi, piano piano, gli scherzi hanno cominciato ad essere più elaborati.
Peccato che ormai conosca bene quella voce, per di più le risatine di sottofondo sono il loro classico biglietto da visita.
Non c’è che dire: anche negli scherzi telefonici ci vuole stile perché riescano alla perfezione.
Chi da piccolo non ne ha fatti?
Se ricevessi il rimborso delle spese telefoniche pagate per farli, oggi il mio mutuo sarebbe molto più leggero.
Un paio di giorni fa, durante l’ennesima telefonata, ho sentito una delle voci di sottofondo pronunciare sottovoce il nome “Martina”.
Non potevo avere la certezza matematica che fosse il nome vero o, per lo meno, quello della mia regolare interlocutrice, ma poteva tornarmi utile.
Infatti stasera sono tornate alla carica.
“Buona sera, volevo chiedere alcune informazioni per prenotare una camera matrimoniale per me e la mia compagna, aspetti che gliela passo” continuò questa, senza rendersi conto che avevo un asso nella manica.
Intanto il classico sottofondo era tornato a farci compagnia.
“Salve, io e la mia fidanzata ci vorremmo sposare, sa siamo due donne”.
La mia risposta fu molto fredda e distaccata, la stessa che avrei dato a qualunque altro cliente: “Avete già in mente una data?”.
Avendo disilluso ogni loro aspettativa con chissà quale mia reazione, fu costretta a passarmi nuovamente la prima interlocutrice.
“Scusi ma la mia fidanzata è molto timida, stava dicendo?”.
Ecco il momento perfetto per fare la mia mossa.
“Martina, adesso basta, chiamo sul cellulare i tuoi e gli racconto dei tuoi scherzi telefonici!”, speravo di aver capito bene il nome gettandola nel panico più totale e infatti…
“Ma chi sei? Ti conosco? Ti prego, non dire nulla, non mi faranno più uscire per il resto dell’anno. Ti prometto che non lo farò più.”, il panico ormai aveva avuto la meglio perfino sulla sua voce, divenuta all’improvviso seria e tremolante.
“Certo che ti conosco, da quando eri appena nata. E adesso li chiamo, non puoi assillare la gente mentre lavora per divertirti.” e, detto questo riattaccai il telefono.
Ovviamente non ci fu nessuna telefonata a chissà chi, ma mi piace pensare a Martina che, rientrati i genitori, si lancia autonomamente in una confessione preventiva per alleggerire la punizione, mentre loro la guardano con aria perplessa.
Almeno farò risparmiare loro un po’ di soldi in bollette telefoniche.
Ci fu un altro genio degli scherzi qualche anno fa, sempre una ragazzina che chiamò ed a metà scherzo decise di passare a offese e bestemmie.
Unico problema: il suo numero era lì, immortalato nel display del centralino, si era dimenticata di nasconderlo.
Me lo segnai, lo composi sul cellulare nascondendo il mio e sentii una voce titubante dire un flebile “Pronto?”.
Era in mio pugno.
“Parto subito dicendoti che molestare ed ingiuriare le persone per telefono è un reato. In più hai ancora molta strada da fare, prima che tu riesca a fare uno scherzo decente. Per finire un consiglio: la prossima volta ricordati di nascondere il numero, perché, la prima volta che risento la tua voce, lo consegno alle autorità mentre sporgo denuncia.”.
All’improvviso una voce adulta e maschile disse “Si può sapere cosa vuole da mia figlia? Potrei denunciarla”, evidentemente il padre, entrato nella stanza di sua figlia, l’aveva vista pallida ed in preda a chissà quali timori.
“Perfetto signore, proprio con lei avevo bisogno di parlare. Sua figlia non solo si diverte a fare scherzi telefonici, ma li termina bestemmiando e lanciando offese. Sono io che posso procedere a denuncia in quanto pubblico ufficiale”.
È vero, l’avevo gonfiata un po’, ma il fine giustifica i mezzi.
L’unica cosa che riuscì a sentire prima delle sue interminabili scuse fu: “Io ti stacco la testa!”.
Tutti abbiamo fatto degli scherzi, alcuni davvero stupidi, ma queste nuove generazioni sono davvero così prevedibili e prive di quello stile passato.
Che sia il caso di rilanciare la moda degli scherzi anni ’80?

Carrie

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