Carrie: DOLCETTO O SCHERZETTO?

La notte di Halloween è stata, come programmato, un vero delirio, anche se sfuggito al nostro controllo sul finale.
Appena arrivati ho incontratrato una mia vecchia conoscenza: Brigida, un ragazzo che mesi addietro mi era stato presentato da Miranda e che la sera stessa era venuto a dormire da me.
Niente di scabroso, solo un qualche bacio innocente e nulla di più.
Poi abbiamo incrociato (e incoronato) la nuova Charlotte, al secolo Luigi.
Da quel preciso istante la serata è pericolosamente entrata in un vortice composto da alcol, balli in pista con annessa ammucchiata simulata con Aidan e “Carrie…non si tocca!”, tappe nel salottino fumatori,…
Ho ritrovato anche una mia vecchia conoscenza: un ragazzo che lavorava con Stanford in un negozio di cosmetici.
È il classico tipo fissato con le persone molto più grandi di lui e, per quanto concerne i miei gusti personali, decisamente non il classico stereotipo di bellezza.
Non ho potuto fermarmi a parlare più di tanto con lui, stavo cercando di ritrovare i miei due compagni di scorribande e mi avevano detto di averli visti fuori dal locale.
Avete presente quando vi si materializza in testa un pensiero e, ahimè, sapete che nella realtà è proprio quello che vi aspetta?
Nel mio caso la scena era anche peggio: Aidan accovacciata, in preda ai fumi dell’alcol, intenta a rimettere anche l’anima.
In quel preciso istante la mia serata di Halloween si poteva tranquillamente definire conclusa, non restava altro da fare che caricare la moribonda ed il suo cavaliere in macchina e guidare fino a casa.
Un’altra notte passata a dormire accovacciato sul divano.
La giornata di oggi non è stata da meno: provare ogni possibile metodo per far passare ad Aidan i postumi della sbornia, con annessa passeggiata al parco dove, per qualche istante, ho provato un profondo desiderio di lanciare quei due in acqua dandoli in pasto alle anatre.
Il brutto di noi single, quando usciamo con una coppia, è il dover sopportare tutte le smancerie che quei due sono in grado di scambiarsi.
È forse una clausola contrattuale doversi sorbire baci, abbracci, scherzi e quant’altro ostentati davanti a noi senza il più pudico ritegno o la minima preoccupazione di “Forse stiamo torturando quella povera zitella” è decisamente passata di moda?
Il bello è che non se ne rendono conto e a nulla serve dirglielo, perché tanto sono troppo presi da loro due per capire che stanno lentamente infilando i tuoi maroni dentro un tritacarne, regolato alla velocità minima.
Ma è il prezzo da pagare, quindi forza e coraggio, sorridiamo sempre, anche a costo di farci venire i crampi.
Vorrà dire che un domani mi vendicherò con il mio Mr. Big, così come loro torturano me oggi.

Carrie

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