Carrie: NON SONO UN SERIAL-LOVER

Devo chiedere scusa due volte.
La prima al quarantatreenne visto che li compirà solo fra qualche tempo, ma continuerò a chiamarlo 43enne ugualmente, avrà a giovarsene per eventuali post negli anni a venire.
La seconda a tutti voi che leggete i miei post, compreso il 43enne: ho peccato di presunzione e me ne dispiace.
Andiamoci piano, credo che spiegarmi sia doveroso.
Non intendo la presunzione di conoscere qualcuno, arrivare ad un bacio e pretendere che sia l’uomo della mia vita, se è ciò di cui vi eravate convinti posso tranquillamente rispondervi che non avete capito un cazzo.
Chiedo scusa di non aver espresso chiaramente la mia posizione nel post “Il limbo” e nella parte dedicata a me in “Help me”.
Credevo che, seguendo i miei ragionamenti, fosse facile capire quali potessero essere i miei sentimenti e le mie intenzioni verso il 43enne, rileggendolo continuo a crederlo, ma a quanto pare così non è stato e per questo chiedo scusa.
Nonostante i miei mille difetti, so riconoscere gli errori.
Ora però è doveroso chiarire quanto era sottinteso nel post.
Non essendo bipolare o un serial lover, mi sento perfino infastidito dal fatto che qualcuno possa credere di farmi perdere la testa per lui in cinque giorni di frequentazione continua o che la sola evoluzione potesse essere la relazione.
Se anche mi prendesse un colpo di fulmine, dovrebbe in ogni caso faticare un po’, non verrebbe meno il gioco del corteggiamento reciproco.
Mr. Micro ne sa qualcosa ed in quel caso…altro che colpo di fulmine, direi più una folgorazione multipla!
Io sono partito semplicemente dal presupposto che il 43enne mi piacesse e che, conoscendolo meglio, un giorno sarebbe potuto scattare in me quel qualcosa in più.
O sarebbe potuto non scattare.
Non è che ogni mia conoscenza debba obbligatoriamente finire con il farmi perdere la testa, mi preoccuperei seriamente se così fosse, vorrebbe dire annoverare ogni persona della mia rubrica telefonica come un “mancato fidanzato”. Sono più di 700 persone, invece vi si contano 4 ex, una trentina di storie, qualche storiella finita nel breve termine, un po’ di gente con cui ho fatto sesso (il numero esatto lo so ma resta top secret) e un bel po’ di amici.
Forse a trarre in inganno è stato il mio atteggiamento conseguente l’attesa, ma chi mi conosce sa bene a cosa fosse dovuto: la mia non era smania, ma ansia.
Esci un sabato sera, bevi meno del solito, non ti ricordi più nulla di quanto sia successo nell’ora successiva e ti senti dire che lui te lo racconterà la settimana a venire, restando in sospeso per quattro giorni.
Esci al cinema di nuovo con lui, ti riaccompagna a casa, due giorni dopo ti dice “Poi io e te dobbiamo parlare” e ti lascia in sospeso per altre due settimane.
Scusate ma chi sono, la Bella Addormentata nel bosco in perenne attesa che passi qualcuno per svegliarla?
Se c’è qualcosa da chiarire dillo subito, non è giusto un comportamento simile.
Se c’è qualcosa da sistemare, un fattore irritante da esporre o più semplicemente una confessione da fare, magari è lecito aspettare un giorno per trovare le parole giuste, ma poi bisogna trovare il tempo ed il modo per farlo.
Dovrebbe essere questo il modo di comportarsi di una persona adulta, io ho 35 anni e non 35 mesi, tu hai 42 anni o…
Non era il gesto compiuto da qualcuno che mi piaceva e per il quale nutrissi chissà quale aspettativa a crearmi il malessere, quanto la mancanza di correttezza da una persona che era un conoscente e che avrei sicuramente accolto nella mia vita anche solo come amico perché lo reputavo degno di considerazione e di un maggiore approfondimento nella conoscenza.
Quando conobbi Miranda la prima sera cercò di baciarmi, si indispettì al mio tentativo di scansarmi; la sera dopo successe di nuovo e lì la mia battuta: “Ricordati che Carrie e Miranda non sono lesbiche”.
Abbiamo affrontato la cosa, abbiamo parlato e siamo ancora l’uno nel cuore dell’altro, in un ruolo ben preciso: amici che si vogliono bene dal profondo del cuore.
Forse chiarire non è la soluzione migliore?
Inoltre non ho mai chiesto di essere sostenuto da nessuno, al contrario è successo tutto il contrario fino ad oggi e non credo che potrà essere diverso in futuro, fa parte del mio modo di essere e del mio DNA.
Sono felice per lui, che abbia trovato la persona giusta e glielo auguro di cuore, non è questo il punto, ma mi auguro che con lui, con i suoi amici e con il resto del mondo non si comporti in egual modo, si chiama “rispetto”.
Ci sarà ancora occasione di vedersi, sentirsi o uscire?
Ho chiuso la porta della mia vita in faccia solo a chi ha ferito a morte il mio cuore e questo non è il caso.
Certo è che non spetta a me sistemare le cose, io ci sono sempre stato, spetterebbe al 43enne trovare il rimedio adesso.
Io ci sono sempre, chi manca, per l’ennesima volta, è qualcun altro.

Carrie

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