Carrie: MADRI E MATRIMONI

Giusto ieri ho avuto un flash back insieme a mia madre su un ricordo che avevo parzialmente rimosso che riguarda Mr Micro.
Anni fa eravamo venuti in montagna per passare un week end di relax insieme ai miei genitori ed un giorno a pranzo è venuto fuori un argomento che ha quasi portato allo scontro fisico il mio ex e mia madre.
Il tutto iniziò con la battuta di Mr Micro sul matrimonio e sul volermi sposare all’estero e già in quel momento mia madre ha iniziato a surriscaldarsi.
Per chi non avesse letto tutto il blog, ricordo che mia madre al momento del coming out sembrava quasi ricoprire il ruolo del genitore comprensivo ed affettuoso, rivelandosi poi realmente per quell’omofoba che avevo sempre sospettato fosse in realtà.
Nonostante aver accettato di accogliere in casa il mio fidanzato del momento, in cuor suo è sempre stata molto restia a credere che suo figlio potesse essere realmente gay, arrivando a chiedermi di lasciarle una minima speranza che un domani mi sarei anche potuto innamorare di una donna, sposarmi e regalarle dei nipotini (cosa fattibile solo se mi fate scolare almeno 12 bottiglie di wodka al giorno per il resto della mia vita).
Solo con gli anni la rassegnazione si è trasformata in accettazione.
Quella volta lei non aveva ancora raggiunto questo equilibrio, perciò lo scontro era inevutabile.
Da un lato Mr Micro che continuava a ripetere che lui era il mio fidanzato, che un giorno ci saremmo sposati ed avremmo messo su una famiglia, diritti e doveri inclusi.
Dall’altro mia madre che controbatteva dicendo che lui per lo Stato Italiano non era nessuno e che ogni cosa sarebbe dovuta ricadere su di lei.
Mr Micro fece quindi notare che, se avessi avuto un incidente o un altro problema medico, sarebbe spettato a lui decidere di eventuali cure mediche, come avrebbe dovuto essere per qualsiasi conuìiuge.
Mia madre invece continuava a ripetere che in una tale situazione i medici non avrebbero minimamente preso in considerazione la sua volontà in quanto in Italia manca un’apposita legislazione in tal senso e che, se anche ci fosse stata, a lei non sarebbe importato assolutamente niente ribadendo che per suo figlio la sola a dover prendere decisioni in tal senso era lei.
Ora capite perché a 4 anni la chiamavo “il mio dolce dobermann”.
Il discorso quindi non poteva che tornare al tema del matrimonio, scaldando ulteriormente la situazione.
Mr Micro non faceva altro che ripetere che ci saremmo sposati all’estero ed avremmo iniziato una vita da coniugi come chiunque altro, a tutto questo mia madre rispondeva dicendo quanto fosse contraria e che, se l’avessimo fatto, lei mi avrebbe diseredato oppure fatto interdire.
L’affetto materno, come farne a meno?
Decisi quindi di intervenire prima che i due arrivassero alle mani; conoscevo mia madre e la cosa avrebbe potuto solo peggiorare, quindi presi il mio ex e uscimmo per fare una passeggiata nei dintorni.
Nei successivi 6 mesi, ogni volta che andavamo in montagna, invece che andare a dormire dai miei genitori, prendevamo una stanza d’albergo.
Mia madre non ebbe solo quell’occasione per sostenere, durante la fase omofoba della sua vita, quanto il matrimonio gay non le andasse a genio e le mille ritorsioni che mi sarebbero aspettate qualora ne avessi fatto ricorso.
E’ stato anche per quello che un giorno, parlando con mamma Cristiana (il mio ex capo) lei si offrì di accompagnarmi lei all’altare qualora un domani avessi incontrato il mio Mr Big e ci fossimo sposati.
Ma non per tutti il metro di giudizio di mia madre era il medesimo.
Quando seppe che Alexander mi aveva chiesto di sposarlo, mi aspettavo la sua ennesima scenata da bigotta, invece la sua reazione fu molto più pacata, quasi entusiasta moderata.
Non so perché, ma Alex ha sempre ottenuto un riscontro molto positivo da parte sua, mi auguro che non sia un discorso legato esclusivamente al denaro perché mi verrebbe la nausea solo a pensarci.
La soluzione è probabilmente molto più banale: il tempo.
Quando io e Mr Micro stavamo insieme lei era ancora nella fase bigotto fascista in materia di omosessualità, mentre Alexander fece la sua proposta molti anni dopo, quando mia madre ormai aveva assimilato completamente la realtà della mia sessualità.
In tutto questo mio padre continua a vivere nel suo mondo fatto di qualche lavoretto in giardino, tv e cibo, lui è forse il più grande sostenitore al mondo del “Dont’ask, don’t tell”!

Ne approfitto per raccontarvi brevemente come la stupidità della gente non abbia limiti di sorta.
Lunedì scorso ero a Milano per festeggiare con Camy il mio compleanno (come avrete letto) e nel mentre usavo le varie app del telefono per guardarmi attorno e magari conoscere qualcuno.
Così setto i parametri di ricerca di Gay Romeo su chi vuole una relazione e comincio a leggermi, uno dopo l’altro, i profili che comparivano nella lista.
Se ne trovavo uno interessante lasciavo anche un’impronta, che non necessariamente avrebbe servito come pretesto per iniziare un dialogo, ma semplicemente per lasciare un messaggio come “bel profilo”, “splendido sorriso” o “interessante”.
Capito quindi sul profilo di TrueLoveForever89 la cui unica foto è un ghepardo.
Inizio a leggere: 24 anni, 195cm per 90 kg in cerca di relazione.
Intestazione del profilo: “Iniziamo col dire che se mi contatti devi mandare foto VISO altrimenti non rispondo e se non rispondo non sono interessato, per il resto…LEGGETE SOTTO.Iniziamo”.
Già le premesse non sono delle migliori: pretendi che la gente ti mandi la sua foto ma non hai le palle per mostrare il tuo viso, va bene che vivi a Pisa, una città non enorme ma con un’ottima vivibilità, avrai i tuoi motivi ma non sei sicuramente coerente. 
In più se non interessato non rispondi… si chiama maleducazione e con i cafoni sinceramente non voglio avere niente a che fare.
Continuo la lettura con minor motivazione che all’inizio e mi ritrovo davanti ad una descrizione chilometrica.

“Nella vita abbiamo tutti commesso gesti e azioni che per un motivo o un’altro siamo dovuti costretti a farlo. 
La vita ci concede di conoscere molte persone, buone, cattive, fragili, forti, che hanno una maschera, che sono sensibili, chi no e posso elencare milioni di altri esempi. 

A me piace essere considerato pazzo, folle, egoista, che me ne approfitto, che faccio marchette, che sono un ragazzo che ha delle difficoltà e mi piace perché nella vita, ognuno la pensa come vuole… Ma chi fa la differenza siamo solo NOI STESSI … E’ vero ognuno di noi e ME STESSO si ha pregi e difetti, chi meno, chi più…

Ma è davvero tramite questi fattori che ci si può permettere di giudicare una persona?
La persona, NON E’ UN OGGETTO, è un ESSERE VIVENTE CON LE SUE PROPRIE EMOZIONI, belle o brutte che siano..

A tutti noi NON CI PIACE ESSERE GIUDICATI ..QUINDI NON LO FARE PER PRIMA TU ..
POI se uno vuole giudicarti, che lo faccia pure, alla fine smetterà … 

Mi piace pensare che nella vita ognuno sia LIBERO di fare ciò CHE VUOLE ESSERE e di FARE CIO’ GLI PARE senza essere giudicato, perché chi siamo noi per giudicare altre persone di cui non conosciamo nulla se non da voci che girano sulla sua persona. SE VUOI PERMETTERTI DI GIUDICARE VERAMENTE, ALLORA … CONOSCILA VERAMENTE QUESTA PERSONA.

Molte persone pensano che essere maschili, uomini, attivi, vuol dire segno di maturità, sicurezza, ma credo che l’essere “Uomo” come terminologia non è essere muscolosi o virili o attivi, ma vuol dire sapere affrontare le difficoltà che la vita ci pone, l’essere uomo vuol dire sapere affrontare un momento di crisi economica come in questo periodo e riuscire a dar da mangiare ai proprio figli anche con sacrificio, come mio padre e come milioni di altri genitori che fanno questo gesto per i loro figli, e non è da vergognarsi, anzi bisogna essere fieri e ringraziare il cielo se hai dei genitori, parenti che ancora oggi ti danno una vita e ti danno da mangiare e un tetto sotto la testa. 
Uomo vuol dire sapersi prendere le proprie responsabilità, saper non gettarsi giù di morale per una difficoltà, ma saper rialzarsi e stare a testa alta a lottare per andare avanti. 

Perché mentire a noi stessi e agli altri, per cercare di farci piacere, per cosa? Per poi arrivare alla fine dove si scoprirà tutte le menzogne che abbiamo raccontato?? No!!!

La Sincerità, l’umiltà, l’essere rispettosi, gentili, cordiali, ha sempre il suo bellissimo effetto. 
Mi reputo un ragazzo si delle volte debole e fragile e in alcune cose sicuro e determinato, e credo nell’AMORE.

AMORE..una parola che oramai pochi sanno cosa VERAMENTE vuol dire e SOPRATTUTTO QUANTE SFACCETTATURE ha!!

La vita sin da bambino mi ha portato ad essere ciò che sono, e mi ha fatto fare cose che sono dovuto costretto a fare, ma sempre a testa alta. 

ERRARE E’ UMANO, PERDONARE E’ DIVINO, MA PERSEVERARE E’ DIABOLICO…

E tu che hai letto sino a ora ti ringrazio della pazienza, e magari forse ti ho suscitato curiosità, e magari aspetto un tuo messaggio…”

Quante belle parole ammassate in un discorso per rendersi bello ed interessante, condito di vari errori di sintassi e coniugazione dei verbi.
La mia sola reazione è stata quella di lasciare l’impronta “bel profilo” perché, italiano a parte, ciò che avevo letto non mi dispiaceva, anche se non avevo alcun fine secondario e non mi interessava conoscerlo, volevo solamente lasciar detto ciò che avevo in mente quel momento.
Proseguo nella lettura dei profili e, dopo una decina di minuti, mi accorgo che TrueLoveForever89 mi ha lasciato un impronta “Mi dispiace ma non sono interessato”.
Interessato a cosa? Non ti ho nemmeno scritto.
Non avendo bene a mente chi fosse, visto che avevo letto non meno di una trentina di profili, apro velocemente una seconda volta il suo profilo ed immediatamente ricordo di quale si trattasse, poco male la vita va avanti anche senza di lui, in fin dei conti ho vissuto fino ad oggi senza e posso continuare tranquillamente a farlo.
Passati pochi istante mi arriva la notifica di una sua nuova impronta, che vorrà stavolta?
“Non rompere”.
Ma sei idiota o vittima di una qualche sindrome che ti ha atrofizzato il cervello?
A quel punto era mia intenzione rispondere a tono, ma il codardo mi aveva bloccato, non sapendo che ho più di un profilo, anche se gli altri non li uso mai.
Confesso di non essere stato particolarmente gentile, ma dopotutto lui non giudica e non vuole essere giudicato, pertanto gli ho solo fatto notare la realtà dei fatti, ovvero che sia un cretino.
Ogni tanto una soddisfazione bisogna togliersela.

Carrie

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