Carrie: GIORNO DUE – Cronaca in diretta

Il temporale ormai è solo un brutto ricordo di una notte tormentata, certo che la mia fobia per i tuoni non è stata una buona compagnia notturna.
Anche Camy ha confermato quanto io tremassi questa notte.
Ma ora siamo in spiaggia, un primo bagno in quest’acqua quasi cristallina è già stato fatto e, mentre mi rigirò sotto il sole, mi godo la fauna selvatica.
Ad esempio il ragazzo che lavoro allo stabilimento, oppure quello che si è sdraiato ad una trentina di metri da noi, con il costume viola.
Quest’ultimo ha però un notevole difetto: si è sdraiato a pancia in sù (e che pancia, quasi marmorea) con le gambe leggermente e rialzate e divaricate, posizione ideale per darmi la massima visibilità sulla sua zona inguinale e…è completamente piatta!
Ora vado a farmi un altro bagno, ci sono un paio di nuvoloni all’orizzonte e voglio approfittarne.
A più tardi!
Stavo tornando in hotel quando mi sono accorto di avere il costume ancora un po’ bagnato e, non volendo entrare con solo quello addosso, mi sono messo a sedere in una piazzetta con fontana per finire di asciugarmi e potermi mettere i pantaloncini
Nel mentre continuavo a guardarmi attorno, il punto in cui ero seduto era una continua passerella di ragazzi.
Uno in particolare ha catturato la mia attenzione: alto, biondo scuro, occhi chiari, davvero un bel ragazzo.
Mi guarda ed inizia ad avvicinarsi, ecco scattare in automatico la “modalità panico” mentre lui, passo dopo passo, arriva a fermarsi davanti a me.
Armato di un sorriso che avrebbe sciolto il cuore dell’essere più cinico del pianeta esordì con “Ciao, mi faresti accendere?”.
Da lì ad iniziare a chiacchierare il passo è stato molto breve, come pure  la sua domanda se fossi gay o meno, anche se era palese, stavo letteralmente dando il peggio di me.
Ci siamo scambiati i numeri e dato appuntamento per il mio dopo doccia, il che è significato ritrovarmi venti minuti dopo nel letto di casa sua.
Tornato in albergo, giusto il tempo di rinfrescarmi un pochino, eravamo già d’accordo perché lui venisse in camera da me e così è stato.
Come pure una breve sessione nella pineta alle spalle della spiaggia, diciamo una sorta di esame orale finale.
Chissà cosa porterà la serata…
Porto Cervo è carina, ma nulla di particolare, le mie aspettative sono state letteralmente infrante.
Confesso di essermi sentito a casa: Louis Vuitton, Prada, Gucci, Valentino,… perfino un negozio multibrand con la mia adoratissima Birkin.
Poverina, se ne stava lì, rinchiusa in una teca fredda, circondata da robaccia, quanto avrei voluto salvarla!
I ragazzi, alcuni bellissimi, erano il classico stereotipo di “fighetto” intento ad ostentare il proprio abbigliamento, tutto firmato, probabilmente compresi i peli del c##o.
No grazie, molto meglio una persona, elegante si, ma molto più residente del pianeta terra.
Buona notte a tutti.
Carrie 

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