Carrie: GRAZIE INTERNET

È dura la lontananza.
Mr Big è partito da appena un mese e già mi sento impazzire.
I peggiori sono stati i primi giorni senza di lui, abituato com’ero a svegliarmi e trovarmi il suo viso davanti al mio, tornare a casa e vederlo correre alla porta per salutarmi con un bacio, con una delle sue canzoni rap russe in sottofondo.
Ora, mi alzo al mattino, o quando torno a casa la sera, trovo il silenzio e l’oscurità.
5 mesi, manca ancora tutto questo tempo prima che lo io possa riabbracciarlo, fissare i suoi bellissimi occhi con riflessi di cristallo e baciarlo.
Dopo una convivenza di due mesi mezzo, tornare ad essere  soli è dura.
Si, sono fidanzato, ma la lontananza, come si suol dire, è una brutta bestia.
Per il sesso non è un problema: non mi interessa, sono in una fase monacale quando lui non è con me.
Ovvio che se incontro un bel ragazzo, uno sguardo è concesso, ma non oltre a questo, rimedierò appena lui sarà di nuovo con me, recuperando anche il tempo perso.
Ci sentiamo quasi tutti i giorni, anche se lui è un po’ discontinuo.
Miranda sostiene che sia nella natura delle persone dell’est Europa essere fredde e distaccate, io credo invece che sia più la condizione sociale in un cui un ragazzo gay è costretto a crescere a influire sul suo modo di comportarsi.
Non dimentichiamo che stiamo parlando di Paesi in cui esistono leggi contro la propaganda lgbt, dove puoi essere incriminato solo perché parlavi di omosessualità in presenza di un minore.
I primi giorni in Italia, Big era davvero terrorizzato all’idea di camminare abbracciati o baciarci in pubblico.
Non è servito molto tempo perché lui si abituasse, dopo circa una decina di giorni si sentiva già più a suo agio, anche se rimane una persona abbastanza riservata.
Non vedo l’ora che sia il 6 Agosto e lui torni a Bologna da me.
La mattina in cui doveva partire volevo andare con lui in aeroporto, avevo promesso che non avrei pianto, ma già mentre ci stavamo preparando, avevo gli occhi gonfi di lacrime e non avrei resistito ancora molto a lungo, così l’ho fatto salire su di un taxi e ci siamo salutati davanti al portone di casa.
Ho pianto per 4 ore ininterrottamente.
Appena partito si è fatto vivo durante ogni tappa del suo viaggio.
Il giorno successivo un veloce saluto via whatsapp, seguito dai miei 10 messaggi durante il resto della giornata.
Ma da quel momento è iniziato il silenzio più totale.
Al nono giorno senza ricevere alcuna sua notizia, io ormai ero isterico e depresso allo stesso tempo, avevo anche provato a chiamarlo, ma senza mai trovare il cellulare acceso.
Alcuni miei amici avevano ipotizzato il peggio: che fosse l’approfittatore di turno, ma io non riuscivo a credere che lui potesse esserlo.
Guardavo le nostre foto insieme ed in una che ci aveva fatto Miranda, lui mi abbracciava e mi guardava sorridendo con gli occhi pieni di luce.
Non si può mentire sui sentimenti, non si può fingere quando è il tuo corpo e non la tua ragione a dichiarare quello che provi.
Arrivato all’esasperazione, ho iniziato a pensare come avrei potuto contattarlo.
Escludendo le chiamate, WhatsApp, Facebook (ha un profilo ma non lo usa, non è nemmeno certo di ricordarsi al password) e gli altri social network pià comuni, mi è venuto in mente che lui, per restare in contatto con i suoi amici russi ed ucraini, utilizzava VK, la versione russa di FB.
Ho scaricato immediatamente l’app, mi sono registrato e, per prima cosa, ho cercato il suo profilo.
Bingo!
Ecco il suo viso in una piccola cornice rotonda con un cenno di sorriso.
La foto l’aveva fatta durante una passeggiata, riconoscevo benissimo il fiume, il ponte e gli edifici alle sue spalle.
Apro il profilo e curioso un po’ prima di mandargli un messaggio: ultimo accesso il giorno stesso alle 14:00, guardo le foto, io non ero in nessuna di esse ma alcune mie amiche si (metodo classico per evitare problemi essendo a Mosca e non dichiarato, nemmeno con i suoi amici più cari, ad eccezione di sua nonna), luogo in cui si trova,…
Un momento: VK dice che si trova a Firenze!
In quel momento, mentre ero al telefono con Camy, mi è venuto un colpo al cuore.
Ma non era a Mosca?!?
Decido che l’unica cosa che potessi fare è scrivergli un messaggio: “Ciao Big, mi spiace contattarti qui ma sono 9 giorni che non ho tue notizie. È tutto ok? Nel tuo profilo è indicata la città di Firenze… cosa sta succedendo? Per piacere, fammi sapere qualcosa, buone o cattive notizie sono meglio del silenzio.”.
È stata la mossa giusta da fare: la mattina dopo mi arriva finalmente un suo messaggio e, dopo esserci scambiati i contatti Skype, anche la spiegazione di quanto era accaduto.
Quel sabato sera era uscito con un suo amico e, tornando a casa, avevano avuto un incidente con la macchina.
Loro fortunatamente non si sono fatti nulla, ma la macchina era completamente distrutta e, da qualche parte in mezzo delle lamiere, c’era anche il suo cellulare.
Emergenza risolta, tutto era tornato alla normalità, anche se, ancora adesso, lui tende ad essere un po’ scostante nel farsi vivo.
Capita di tanto in tanto che non si faccia sentire per uno o due giorni, preso com’è dal lavoro, ma poi, per farsi perdonare, eccolo farmi una videochiamata.
Sarà dura resistere fino ad Agosto, ma se ci riusciamo nulla potrà poi più dividerci, anche perché ci stiamo preparando già per l’unione civile.
Carrie si sposa… ma se combinasse uno scherzetto simile a quello di Big nel film, non credo che si ritroverebbe malmenato da un bouquet di fiori, un bouquet di badili credo sarebbe più in stile con la mia persona.

A presto.

Carrie

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